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Conto alla rovescia per No Time To Die

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A pochi giorni dall’uscita nei cinema del venticinquesimo film della saga di 007, ripercorriamo la produzione con le prime indiscrezioni e i gossip che sempre girano attorno alla produzione di un Bond… James Bond. E poi, prepariamoci a viaggiare in Italia sulle tracce del nostro agente segreto preferito.

Se siete d’accordo, inizieremmo parlando di sfighe… o se preferite de…

Le 007 sfighe capitali del nuovo 007

Siamo convinti che No Time to Die sarà un capolavoro, ma la produzione della venticinquesima avventura di 007 non è stata proprio una passeggiata di salute. Vediamo insieme i sette passi più difficili che la famiglia Broccoli, che detiene i diritti cinematografici, ha dovuto affrontare.

001: pochi mesi dopo l’uscita di Spectre, il film precedente, la crisi economica ha convinto la Sony, sponsor principale delle ultime avventure, a defilarsi dalla divisione cinema, costringendo i produttori a trovare nuovi finanziamenti;

002: il tira e molla con Daniel Craig e la sua volontà di smettere con James Bond. Poi, una volta incastrati gli impegni di Craig nell’agenda di produzione, è subentrato il punto 003;

003: la scelta di Danny Boyle alla regia, che avrebbe voluto inserire il suo contributo autoriale nello script e, probabilmente, uccidere James Bond per presentare il sostituto al servizio segreto e, di conseguenza, anche il nuovo attore (come un Doctor Who qualunque, pronto alla rigenerazione). Conseguenza: il litigio con i produttori, la rottura e i ritardi per rimettere mano alla sceneggiatura e portare a bordo Cary Fukunaga;

004: l’incidente sul set a Craig. Bè, questo è capitato in quasi tutti i suoi film ma ora il ragazzo… non è più un ragazzo;

005: il maltempo nel sud Italia che ha costretto a rinunciare alle riprese in Calabria, dopo che la troupe aveva già montato i set;

006: il licenziamento di Dan Romer che aveva scritto la colonna sonora, per ragioni simili alla rottura con Danny Boyle (incompatibilità di visione del progetto con i produttori) e la sostituzione, a pochi mesi dalla presunta uscita, con il più istituzionale Hans Zimmer;

007: a un mese dall’uscita prevista, il rinvio di sette mesi a causa dell’emergenza mondiale per il COVID-19. A oggi, si prevede la prima nei cinema il 12 novembre.

 

 

Missione Italia

La missione No Time To Die iniziava il 25 aprile 2019 da una diretta internet in Giamaica a Villa GoldenEye (già abitazione di Ian Fleming, l’inventore del personaggio letterario).

Quel giorno non si conosceva ancora quale sarebbe stato il titolo ma la produzione voleva mettere fine alle voci incontrollate sui social, presentando il cast di quello che era ancora chiamato Bond 25. E così, mentre scorrevano i nomi di Daniel Craig, Léa Seydoux, Rami Malek, Ana de Armas, Lashana Lynch e Ralph Phiennes ecco che Cary Fukunaga affermava che la troupe si sarebbe mossa tra Giamaica, Norvegia, Londra, i Sassi di Matera e i borghi rurali del Sud Italia.

Come, scusa? Avevo sentito bene? Sì, proprio Matera e quindi, per me, si tratta ancora una volta di fare i bagagli, indossare lo smoking e muovermi sulle tracce di 007.

La serie interpretata da Craig diventava la più italiana di tutte. A parte Skyfall, tutti i film da lui interpretati hanno delle location nel Bel Paese e, in questo caso, mi ha permesso di ammirare alcune meraviglie quali Gravina in Puglia (con un salto dall’acquedotto Madonna della Stella e il cimitero costruito nel Parco Archeologico di Botromagno), Matera (un emozionante inseguimento tra Aston Martin, Jaguar e motocicletta che ha coinvolto il Sasso Caveoso, Piazza Vittorio, via Madonna delle Virtù oltre alla romantica stanza d’Hotel, costruita appositamente e affacciata dal belvedere in Piazzetta Pascoli) e Sapri (le scene alla stazione e l’inseguimento in automobile sul lungomare in direzione di Maratea).

E allora, virus permettendo, appuntamento al 12 novembre nei cinema per prolungare il mito di 007, un mito che non muore mai perché non c’è tempo per morire.

 

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